studio di osteopatia di matteo barenghi
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Benvenuti nello Studio di Osteopatia

L'Osteopatia è una metodica manuale grazie alla quale è possibile risolvere gran parte delle problematiche neuro-muscolo-scheletriche come mal di schiena, problemi discali, dolori cervicali, mal di testa e altro ancora, agendo non solo sul sintomo ma anche sulla causa, cioè sul motivo che ha portato all'insorgenza del dolore e che nella maggioranza dei casi è legato ad alterazioni della postura, atteggiamenti scorretti, rigidità di alcuni tratti della colonna, traumi passati, cicatrici post-intervento, ecc.
Interviene su persone di tutte le età, dal neonato all'anziano, dalla donna in gravidanza all'atleta, avendo a disposizione tecniche sia molto dolci (come tecniche fasciali o cranio-sacrali) che più incisive come l'inibizione muscolare o le manipolazioni articolari.

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Cos’è l’Osteopatia?

Quando nasce

Nata alla fine del 1800 dall’intuizione di un medico americano, il Dott. Andrew Taylor Still, l’Osteopatia è una metodica manuale complementare e non alternativa alla medicina tradizionale che si basa su una profonda conoscenza dell’anatomia, della biomeccanica e della fisiologia del corpo umano e su tutte le interazioni dei sistemi che lo compongono. In Osteopatia l’individuo viene valutato come un’entità indivisibile composta da muscoli, ossa, visceri e psiche che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale.
La proprietà di un organismo in equilibrio sta nella sua capacità di adattamento.

La perdita di questa facoltà si traduce in una alterazione dello stato di salute. Basandosi sul principio fondamentale che l’organismo umano sia in grado di auto-regolarsi ed auto guarirsi, l’osteopata ha il ruolo di eliminare quegli “ostacoli” che, instauratisi nel tempo (posture scorrette mantenute a lungo) o a seguito di un importante trauma o di microtraumi ripetuti (ad esempio per sport o per lavori pesanti), determinano la sofferenza dei tessuti e non permettono all’organismo di raggiungere la guarigione.
Per fare questo non utilizza né farmaci né altri strumenti.

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Chi può aiutare?

L’Osteopatia interviene su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, dalla donna in gravidanza all’atleta. L’Osteopatia si occupa principalmente di alterazioni posturali legate a problemi di natura neuro-muscolo-scheletrica cui possono però associarsi anche alterazioni funzionali degli organi viscerali e disfunzioni del sistema cranio-sacrale.
È efficace nelle alterazioni posturali legate a:

  • Mal di schiena (dolore lombare o dorsale)
  • Problemi discali (ad esempio ernie o protrusioni discali)
  • Alterazioni posturali di varia natura (ad esempio scoliosi, ipercifosi, ipolordosi, ecc.)
  • Dolore cervicale e torcicollo
  • Vertigini miotensive
  • Nevralgie cervico-brachiali o facciali
  • Dolori costali (non traumatici)
  • Dolori e sequele da colpo di frusta
  • Sciatalgie o pseudo-sciatalgie
  • Dolori muscolari in ogni regione
  • Mal di testa e cefalee da tensione muscolare
  • Tendiniti, pubalgie
  • Dolori alla spalla, al gomito, al polso, all’anca, al ginocchio o alla caviglia
  • Dolori da artrosi e dolori articolari di vario genere (non reumatici)
  • Ipomobilità o rigidità articolare
  • Distorsioni alle caviglie (e altri traumi)
  • Sequele post- partum
  • Disturbi temporo-mandibolari e masticatori
  • Dolori addominali intestinali e/o mestruali di origine tensiva
  • Problematiche ORL (sinusite cronica, otiti ricorrenti, ecc.)
  • Vari problemi della nascita e della prima infanzia legati ad un parto difficile (come cesareo, disturbi del sonno o del movimento, stato collerico, aggressivo, problemi digestivi, problemi ORL, canale lacrimale otturato, scoliosi, ecc.)

Limiti

Il campo d'azione dell'Osteopatia esclude tutte le lesioni anatomiche e anche tutte le urgenze mediche. In questi casi, non si tratta più di cercare il "punto debole" che ha permesso l'instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell'organismo.
L'Osteopatia non può trattare le malattie degenerative, le malattie genetiche, le malattie infettive e/o infiammatorie e le fratture. Tuttavia, anche se l'osteopatia non può avere un'azione su quest'affezioni, può avere un'azione sulle conseguenze, in particolare il dolore, con la liberazione delle tensioni delle strutture. E’ importante ricordare però che l’Osteopatia non può sostituire la terapia medica (se presente) ma va integrata a questa. Nessun osteopata degno di questo nome potrà mai far sospendere al paziente una terapia medica in corso.

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Principi dell'Osteopatia

Still fondò l’osteopatia su cinque principi fondamentali:

  • il movimento è vita
  • l'unità del corpo
  • il rapporto tra struttura e funzione
  • il concetto di autoguarigione
  • la regola dell’arteria


Movimento è vita

Il principio alla base della ricerca osteopatica, ed il suo sviluppo successivo, lega la salute ed il suo mantenimento al movimento sia intrinseco che estrinseco del corpo umano, sintetizzato nella frase “la vita è movimento, il movimento è vita”, che raccoglie la sintesi della sua ricerca evolutiva e afferma che attraverso la qualità del movimento è possibile indagare la qualità della vita;

Unità del corpo

l’individuo è visto nella sua globalità come un sistema composto da muscoli, strutture scheletriche, organi interni che trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale. Ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, e dunque, il benessere;

Relazione tra struttura e funzione

il Dr. Still concluse che l’osteopatia poteva riassumersi in un’unica frase “la struttura governa la funzione”. La perfezione di ogni funzione è legata alla perfezione della struttura portante, se tale equilibrio è alterato ci si trova di fronte a una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui è andata persa la corretta mobilità. L’organismo reagirà a tale disequilibrio creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei non favorevoli al benessere generale dell’organismo;

Autoguarigione

in osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello di eliminare gli “ostacoli” alle vie di comunicazione del corpo al fine di permettere all’organismo, sfruttando i propri fenomeni di autoregolazione, di raggiungere la guarigione. L’osteopatia mira a ristabilire l’armonia della struttura scheletrica di sostegno al fine di permettere all’organismo di poter trovare un proprio equilibrio ed un proprio benessere;

Regola dell’arteria

il sistema arterioso e venoso danno nutrimento a tutte le cellule del nostro corpo provvedendo all'eliminazione delle tossine e delle sostanze di rifiuto. L'osteopata attraverso le sue tecniche rimuove gli ostacoli a questo "fiume di vita" (il sangue) permettendo alle forze auto-guaritrici del corpo umano di ripristinare lo stato fisiologico in rapporto all'età ed alla gravità del problema.


Dunque la qualità del movimento in tutte le sue forme rispecchia la qualità della vita e della salute. Il corpo, attraverso complessi sistemi di regolazione, provvede ad instaurare, automaticamente, in risposta ad insulti anatomo-funzionali, meccanismi di compenso che, inevitabilmente, sono pregiudiziali alla correttezza cinetica delle sue parti. La valutazione delle modalità di questa interazione, attraverso l’analisi delle caratteristiche funzionali e di mobilità delle singole componenti, è alla base del concetto prettamente osteopatico di “omeostasi meccanica” dei tessuti corporei, presupposto imprescindibile per il riconoscimento e l’identificazione di condizioni cinetiche suggestive di potenzialità lesiva latente oppure immediata. Analizzando i movimenti corporei, evidenzia le limitazioni di mobilità delle singole articolazioni, considera le specifiche qualità del movimento e gli schemi posturali adottati dal paziente. Successivamente agisce manualmente, con interventi correttivi proporzionati al singolo decifit funzionale, atti a ristabilire condizioni di mobilità più fisiologiche. Lo stimolo meccanico conseguente al trattamento manipolativo osteopatico agisce sulle capacità reattive intrinseche residuali dell’individuo, sollecitando gli adeguamenti metabolici e funzionali dell’organismo fondamentali ad una ripresa del movimento. Le prescrizioni medico-farmacologiche e l’attività medico-chirurgica trovano nella metodica osteopatica un supporto atto a ridurre, attraverso il solo trattamento manuale, rispettivamente costi e tempi di somministrazione e disabilità residue.

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Scopo del trattamento

Il corpo umano costituisce un’unità funzionale in cui i singoli apparati si fondono, si uniscono energicamente in un contesto di unicità ed interdipendenza. Una postura scorretta, le sequele cliniche meccaniche di un evento morboso o di un trauma, generano spesso una riduzione della mobilità di una o più strutture corporee, divenendo così responsabile di un aggravio funzionale per l’organismo. La restrizione dei movimenti influenza, spesso provocando danni significativi, la naturale fisiologia dei tessuti; l’organismo risponde con adattamenti compensatori che, nel tempo possono predisporre l’insorgenza di dolore o di vere e proprie sindrome funzionali invalidanti. L’intervento osteopatico mira a riequilibrare manualmente struttura, funzione e postura individuando, per quanto possibile, le limitazioni del movimento segmentario e, di conseguenza, complessivo.

Il grado di mobilità recuperato si traduce così in uno stimolo riorganizzativo ed in una ridistribuzione delle sollecitazioni meccaniche; ne consegue una riduzione degli stress articolari, minor fatica e maggior benessere per i tessuti dell’organismo.

La metodologia analitica e di trattamento in ambito osteopatico si basa sul principio di relazione tra struttura e funzione, l’obiettivo del trattamento osteopatico è il ripristino della mobilità fisiologica, con un conseguente miglioramento del metabolismo tissutale (analizzando l’interconnessione e l’influenza reciproca tra i sistemi corporei); in particolare il sistema muscolo-scheletrico, in quanto strumento della vita di relazione ed espressione dello stato di salute. La metodologia osteopatica consente di realizzare e mantenere il funzionamento dell’individuo armonizzando la sua componente corporea interna integrata con le relazioni ambientali circostanti, ripristinando, sostenendo e rafforzando le capacità intrinseche dell’individuo in risposta alle sollecitazioni sia di carattere metabolico, che meccanico, che ambientale. L’Osteopatia ricerca le restrizioni di mobilità presenti nel sistema corporeo attraverso tecniche specifiche e mira al ripristino della mobilità normale o, in caso di patologie invalidanti, la mobilità residua, esclusivamente utilizzando tecniche manuali ed escludendo qualsivoglia farmaco, o mezzo chirurgico. L’Osteopata, mediante specifiche valutazioni discriminatorie non invasive, analizza il movimento nel pieno rispetto delle conoscenze anatomo-fisiologiche e ne discrimina la qualità. Valutata e studiata la mobilità complessiva del corpo e quella più specifica delle sue singole parti, individua le restrizioni dei movimenti fisiologici ed imposta un trattamento, avvalendosi di proprie e caratteristiche tecniche manuali che utilizzano il medesimo linguaggio cinetico del sistema corporeo. L’analisi funzionale osteopatica ed il conseguente percorso metodologico deduttivo con l’affermazione di una strategia finale di trattamento nulla hanno a che vedere con la diagnostica medica, poiché si avvale, sia di una diversa metodica valutativa che di un linguaggio e di una interpretazione propri. E’ da sottolineare come la raccolta delle informazioni inerenti la storia funzionale e clinica del paziente non miri ad una conclusione diagnostica, di naturale pertinenza medica, bensì all’esclusione di aspetti patologici che costituiscano controindicazione al trattamento osteopatico e alla comprensione di eventi strettamente legati a cambiamenti posturali.

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Principali tecniche

Tecniche di rilasciamento muscolare: hanno lo scopo di rilasciare le eccessive tensioni muscolari;

Tecniche articolatorie: migliorano la mobilità articolare e muscolare;

Manipolazioni articolari: tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza che permettono di migliorare notevolmente la funzionalità e la posizione spaziale delle articolazioni;

Manipolazioni viscerali: i visceri si muovono sotto l’influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica può essere ristretta o scomparire, e può anche incidere sulla postura. Le tecniche viscerali hanno lo scopo di ristabilire la corretta mobilità di un organo;

Tecniche fasciali: tecniche molto fini e sensibili nelle quali agendo sulla tensione dei tessuti se ne ottiene il corretto bilanciamento;

Tecniche cranio sacrali: agiscono sul fisiologico movimento delle ossa del cranio in relazione al sacro, attraverso il tessuto meningeo. Servono a ripristinare la funzionalità del Meccanismo Respiratorio Primario. Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno;

TEM: tecniche di energia muscolare che, attraverso la contrazione di determinati gruppi muscolari, porta al riequilibrio tensivo tra muscolatura agonista e antagonista, e alla correzione delle disfunzioni presenti a livello articolare;

BLT: tecniche di bilanciamento delle tensioni legamentose che permettono un riequilibrio capsulare e legamentoso appunto;

GOT: tecniche che migliorano la circolazione sia del letto vascolare che di quello linfatico, permettendo un drenaggio fisiologico dei tessuti;

Altre tecniche: Neidner, Tricot, Sutherland, e altre ancora.

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Perché sceglierla

Perché è naturale…

nulla di più naturale delle mani dell’Osteopata per ripristinare ciò che la natura ha stabilito, e cioè la mobilità delle strutture corporee e dunque la loro funzione;

Perché ha basi scientifiche solide...

che comprendono l’anatomia, la fisiologia, la neurologia e la biomeccanica;

Perché non usa farmaci né altri strumenti…

è risaputo che i farmaci danno effetti collaterali, oltre al fatto che insieme ad altri strumenti mirano solo alla cessazione del sintomo. Gli unici “strumenti” utilizzati dall’Osteopata solo le sue mani e la sua conoscenza;

Perché mira alla causa e non solamente alla cessazione del sintomo…

sia i farmaci che qualsivoglia strumento non mira all’eliminazione della causa del problema, ma solo alla sua manifestazione (sintomo), cosa che invece fa l’Osteopata grazie alle sue conoscenze e alla sua sensibilità palpatoria;

Perché porta al benessere e all’equilibrio psico-fisico…

non è stato un’Osteopata a dire “Mens sana in corpore sano” ma è un principio assolutamente corretto anche in una visione osteopatica;

Perché riduce le recidive e aiuta anche a prevenire possibili problemi futuri…

andando a ripristinare la funzionalità dell’apparato locomotore e non solo, agisce alla radice del problema e per questo impedisce o riduce la possibilità che il problema si ripresenti. Inoltre le alterazione di mobilità potrebbero nel tempo portare ad altri problemi non ancora manifesti e grazie al trattamento osteopatico questi ulteriori problemi possono essere evitati;

Perché il suo “approccio” è dolce e non reca dolore…

a differenza di altre metodiche, l’Osteopatia può essere considerata una pratica dolce, che non reca dolore, neanche durante le manipolazioni, chiedere a chi l’ha già provata per credere.

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Chi è l'Osteopata?

In Italia l’Osteopatia sta ormai da anni cercando di ottenere un riconoscimento vero e proprio con la formazione di un registro statale sul modello di quello dei medici (per esempio).
Questo è avvenuto ormai già da moltissimi anni in paesi come Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia, mentre da una decina di anni in paesi come Belgio, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Germania, Grecia, Irlanda, Olanda, Svizzera, Nuova Zelanda e Giappone. Negli ultimi anni anche la Francia ha ufficialmente riconosciuto l’Osteopatia. Purtroppo come spesso accade l’Italia è rimasta indietro. La mancanza in Italia di uno status giuridico per l’osteopatia ha, per necessità oggettiva, richiesto la costituzione di forme associative professionali che si adoperano nell’ottenere non solo un riconoscimento dell’osteopatia, ma anche una regolamentazione e una tutela della professione osteopatica. La mancanza di norme che ne regolino l’esercizio comporta che la stessa figura professionale dell’osteopata non sia tutelata dalla legge, e quindi che sia consentito a chiunque praticarla, a danno degli osteopati ma soprattutto dei pazienti. Per questo è necessario che i pazienti, prima di affidarsi alle mani di un osteopata, si informino sul titolo di studio che questo ha conferito. Come peraltro avviene in molti campi sanitari, c’è il rischio di incappare in sedicenti osteopati che magari hanno partecipato ad un corso di un mese o addirittura non hanno mai fatto alcun corso. In Italia non viene ancora stabilito quanto sia necessario studiare per svolgere la professione dell’osteopata (mentre in altri paesi come l’Inghilterra è ben definito l’iter di studi, con una laurea dedicata), ma di certo maggiore è la qualità e la quantità del corso di studi svolto, e maggiore sarà la garanzia di ottenere un trattamento efficace e soprattutto sicuro! Per questo motivo anche l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha stabilito delle linee guida che descrivono il percorso formativo adeguato per svolgere la professione osteopatica.
Senza voler nulla togliere ad altri corsi di studi, l’iter universitario da me svolto, della durata di 5 anni a tempo pieno con tirocinio clinico-pratico di 3 anni, che mi ha portato a conseguire il titolo di laurea inglese definito “Bachelor of Science Honours Degree in Osteopathy” dell’università di Maidston (Galles) è certamente quanto di meglio oggi si possa chiedere e rispetta pienamente le linee guida dell’OMS, ovviamente i parametri Inglesi ed i parametri richiesti in tutta Europa. Per questo è stata creata anche una associazione che raccoglie tutti gli osteopati con medesimo titolo di studi (B Sc Hons Ost) chiamata Fe.S.I.Os, di cui sono membro. Sono presenti in Italia anche altre associazioni con dei criteri di accesso meno rigidi, tra queste ad esempio il R.O.I.

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FAQ - Domande più frequenti

Qual'è il significato del termine Osteopatia?

Etimologicamente deriva dal greco oστέον (osteon) - osso, e πάθοσ (patos) - sofferenza. Questo termine nella sua essenza indica che sia la salute che la malattia dipendono dallo stato di efficienza dell'apparato locomotore. Osteopata, in lingua inglese (Osteo-path) indica colui che agisce terapeuticamente sul corpo umano attraverso "il sentiero" delle ossa.
E' comunque utile sfatare l'erronea opinione che l'osteopatia coinvolga soltanto le ossa, essa al contrario lavora su tutte le strutture del corpo: articolazioni, legamenti, muscoli, tendini, tessuto connettivo, e anche sugli organi e sul cranio con tecniche non invasive ed appropriate.

Quali sono i principali strumenti dell'Osteopata?

Le mani dell'Osteopata sono allenate a percepire le piccole variazioni che avvengono nei tessuti, raccogliendo così dati importanti sulla temperatura corporea locale (indice di infiammazione), e sulla loro consistenza; pertanto il principale strumento di lavoro è un buon lettino e la propria sensibilità. L'Osteopata non tocca necessariamente le parti dolenti del paziente, ma quelle che sono causa della disfunzione: così un mal di testa può essere trattato osteopaticamente agendo sulla cervicale, su una spalla, o persino trattando solo l'osso sacro.

Occorrono esami medici clinici per la valutazione osteopatica?

E' consigliabile, quando siano già stati fatti dal paziente, portare con sé al primo incontro raggi X, ecografia, TAC, risonanza magnetica, ecc., per ricercare eventuali controindicazioni al trattamento osteopatico. L’osteopata comunque, non essendo un medico, non può assolutamente prescrivere esami strumentali.

Che genere di tecniche vengono usate?

A seconda dell'età e della gravità del problema l'Osteopata applica le tecniche più adatte al caso, che comunque non sono dolorose o invasive per il paziente siano esse strutturali, craniali o viscerali.

Il trattamento è doloroso?

No, il dolore riferito dal paziente durante il trattamento è quello che fa capire all’osteopata che è necessario mettere meno pressione e trattare più dolcemente, dunque dopo qualche secondo “conoscitivo” tra le mani dell’osteopata e i tessuti muscolo-scheletrici del paziente, non si avverte alcun dolore. Il giorno successivo al trattamento osteopatico, soprattutto se si è trattato di un trattamento in prevalenza “strutturale” ci si può sentire un po’ indolenziti, ma è assolutamente fisiologico e non deve destare alcuna preoccupazione.

Il risultato terapeutico è duraturo?

Dipende se il problema è acuto o cronico, traumatico o degenerativo; tuttavia se l'intervento dell'Osteopata avviene prima che si instaurino danni irreversibili, a prescindere da qualsiasi patologia, il risultato sarà eccellente.

L'effetto è immediato?

In molti casi l'organismo umano affronta e risolve i propri problemi a nostra insaputa (autoguarigione). Quando invece ci rendiamo conto che qualcosa non va nella nostra salute, il corpo sta reagendo compensando alla malattia; più il problema persiste e più compensi avvengono. Nei casi in cui il dolore viene determinato da un evento che insorge bruscamente, come il torcicollo o il colpo della strega, il risultato del trattamento è immediato o avviene in poche sedute. In casi diversi occorre un periodo più lungo prima che il corpo si riadatti alla nuova condizione funzionale.

Quante sedute è necessario fare?

Ovviamente non è possibile stabilire a priori quante sedute sono necessarie perché tutto dipende dal tipo di problema, dall’età e dalle capacità di adattamento di ciascuno. Possiamo dire però che mediamente almeno 4-5 sedute sono necessarie per migliorare considerevolmente/risolvere il problema, anche se in alcuni casi ne bastano 2 ed in altri ne servono 7-8. Una volta risolto il problema occorrerà poi fare 2-3 trattamenti di mantenimento a lungo termine (se al paziente interessa), con cadenza di uno ogni 1-2 mesi a seconda dei casi.

In un trattamento osteopatico ci si deve spogliare?

Si, è necessario che il paziente si scopra per permettere all’osteopata di eseguire la valutazione posturale, i test di mobilità e successivamente il trattamento.

Il trattamento osteopatico prevede anche esercizi da fare a casa?

Si, in determinati casi vengono consigliati al paziente esercizi da svolgere a casa, ed inoltre suggerimenti relativi alla sua postura, da seguire nella vita di tutti i giorni, specie durante le ore di lavoro.

Un trattamento osteopatico è utile solo per le ossa e per i muscoli?

Certo che no. L'Osteopatia è una medicina olistica. Anche se l'intervento principale è applicato sull'apparato locomotore, il suo effetto benefico riguarda tutto l'organismo. E comunque vengono applicate tecniche anche a livello viscerale, a livello cranio-sacrale, a livello fasciale, ecc.

Che cos'è l'Osteopatia Craniale o Cranio-Sacrale?

È' un sistema di tecniche manuali ideato da William Garner Sutherland in America all'inizio del secolo scorso. In quanto osteopata scoprì che le 26 ossa che compongono il cranio erano intimamente articolate tra loro in modo da permettere un leggero e docile movimento. Egli comprese che questo movimento derivava da una lieve espansione e contrazione ritmica dell’encefalo e dei suoi contenuti sanguigni e liquorali, la quale è completamente indipendente dai movimenti derivanti dalla respirazione e dalla pulsazione cardiaca.
Egli scoprì inoltre che questo movimento non è limitato al cranio, ma è presente e può essere ascoltato in tutto il corpo. Questo movimento sembrò essere essenziale per il mantenimento della salute. Quando il corpo è soggetto ad un trauma, come può succedere ad esempio durante la nascita o per altri lesioni, questo sottile movimento può compromettersi e la salute del corpo può essere disturbata anche in modo molto significativo.

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Cosa accade nella prima visita

L’Osteopata raccoglierà le informazioni necessarie al fine di comprendere l’evoluzione posturale e i disequilibri che possono aver concorso al manifestarsi del problema posto. A questo punto, se il problema sarà di competenza osteopatica e se non saranno presenti controindicazioni al trattamento, si proseguirà ad un’accurata valutazione della postura, a test di movimento attivi e passivi, ad una specifica valutazione osteopatica e dunque al relativo trattamento osteopatico. Al termine del primo trattamento l’Osteopata stabilirà in accordo con il paziente, con quale cadenza effettuare i successivi trattamenti. Il tutto avrà una durata di circa 1 ora.

Le successive sedute

Prima di tutto l’Osteopata chiederà informazioni sullo stato del problema, dopodiché effettuerà alcuni test per verificare i miglioramenti posturali ottenuti e procederà con il trattamento più indicato, che sarà della durata di circa 45 minuti.

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Info e Costi

Costi

Ogni seduta ha il costo di 41 € + IVA

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Dove trovarmi

presso lo Studio di Osteopatia:
il lunedì, martedì, mercoledì e sabato
dalle 09:00 alle 20:00

a Magenta - 20013
in Via Fornaroli, 5

Tel. 349/8788543

link mappa via fornaroli

presso la Farmacia N.S. di Montallegro
il venerdì
dalle 14.00 alle 19.30

a Milano - 20143
in Via Bari, 11/A

Tel. 02/40091576

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Biografia

Matteo Barenghi è:

- Laureato presso l'Istituto Superiore di Osteopatia (ISO) di Milano ed in possesso del Bachelor of Science Honours Degree in Osteophaty della Maidstone University of Wales (UK) grazie ad un percorso di studi di 5 anni a tempo pieno e di 3 anni di tirocinio clinico;

- Osteopata libero professionista presso il proprio "Studio di Osteopatia" a Magenta e presso la Farmacia N.S. di Montallegro a Milano;

- Docente al IV anno di Osteopatia Viscerale, al II anno di Anatomia Viscerale e al I anno di Palpazione Anatomica Funzionale presso l'International College of Osteopathic Medicine (ICOM) di Cinisello Balsamo.

- Tutor clinico presso la Clinica ICOM;

- Membro della Federazione Sindacale Italiana Osteopati (Fe.S.I.Os.);

- Assicurato con RC Osteopata - AssiSanità/AssiMedici.

Ha inoltre seguito corsi post-graduate in merito a:

- approccio odontoiatrico ed osteopatico alle disfunzioni posturali tenuto dal Dr. Andrea Pelosi;

- odontoiatria applicata alle problematiche posturali con particolare riferimento agli studi del Prof. Pedro Planas tenuto dalla Dott.ssa Gabriella Guaglio;

- approfondimento e integrazione sulla diagnosi differenziale dello stretto toracico superiore, della cervicale e del torace tenuto da Dévan Rajendran M.Sc. D.O.;

- programmazione neuro-linguistica (PNL);

- approfondimento sulla diagnosi differenziale, sui test ortopedici, sugli interventi chirurgici e sul trattamento della spalla tenuto dal Dr. Porcellino.


“La domanda che mi viene posta più di frequente dai pazienti è cosa differenzia l’Osteopatia da tutte le altre metodiche, ed io rispondo sempre con una metafora: immaginate di essere nella vostra stanza a dormire, quando all’improvviso suona l’antifurto e voi vi trovate davanti a due scelte, o andate a controllare cosa è successo, o spegnete l’antifurto. Bè l’antifurto non è altro che il dolore, cioè un campanello d’allarme, l’Osteopatia equivale al controllare cosa è successo mentre lo spegnere l’antifurto lo lascio alla vostra immaginazione...”

(Matteo Barenghi D.O. B.Sc. Hons)



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Consigli dell'Osteopata

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